17 dicembre 2018 | 3:59


A Campo Felice una GF stregata

Ma che musica con un Mastrantonio così!
La “Avezzano MTB” conduce una gara d’attacco e fa selezione fino allo sprint finale

Il Video

lucoli26

Campo Felice (L’Aquila) – Quanto è strano il destino. Sopravvivere all’orco cattivo e al suo urlo disumano in quella drammatica alba del 6 aprile 2009, alle 3,32, e morire qualche minuto più tardi in un irragionevole incidente stradale sulle stesse strade scosse dalla furia del mostro. I 25 anni vissuti da Elpidio si sono spenti così, in un attimo, in una Ford Fiesta rossa a pochissimi chilometri di distanza dall’abitazione della sua cara mamma. Elpidio amava lo sport.
Occasionalmente si concedeva qualche uscita in bicicletta, pedalando tra le sue montagne. Le stesse che oggi lo ricordano, vestite a festa, per questa 6^ giornata di Campionato Regionale MTB intitolata alla sua memoria.
“Dopo la forte esperienza umana maturata lo scorso anno” commenta Vincenzo Cecchini, Presidente della “Pro Loco” di Lucoli “siamo orgogliosi di presentare ai bikers abruzzesi questa seconda edizione del memorial”. Organizzare una competizione di livello che riscuota consensi unanimi non è poca cosa per chi è totalmente digiuno del mondo delle ruote grasse. “Naturalmente non avremmo ottenuto lo stesso risultato” conclude Cecchini “senza l’adeguato e competente supporto tecnico della “Bike99”
E saranno proprio gli uomini del Presidente Celi, di ritorno dalla “Black Forest Marathon”, a suggerire il percorso: 40 i chilometri totali (qualcosina in più rispetto a quelli calcati nella precedente edizione), 1.400 i metri di dislivello sviluppati interamente nel territorio del comune di Lucoli e con partenza dalla “piana di Campo Felice”. A ridosso di questa vecchia signora la popolata stazione sciistica di Campo Felice (1.540mt.). A fare da cornice una valle dal panorama mozzafiato:
ad ovest le montagne che separano l’aquilano dal reatino, a nord la catena del Gran Sasso. A pochi chilometri, puntando su L’Aquila, quella porzione di montagnola ferita mortalmente dalla furia del terremoto che volle lì il suo
DSCN3276epicentro. Ancora oggi, a distanza di due anni, le ferite visibili della faglia sul terreno.
Ore 7,50. I primi atleti a raggiungere il luogo delle iscrizioni sono i forti agonisti valdostani del “Grand Combin”, special-guest di questa competizione ospitati nel caratteristico albergo a ferro di cavallo antistante la stazione sciistica. Si scambiano le prime chiacchiere della giornata. Gli amici d’oltreconfine, giunti in Abruzzo in bicicletta percorrendo quasi 900km, sembrano apprezzare la location, le condizioni meteo ma, soprattutto, l’ospitalità dell’abruzzese forte e gentile.
Pian piano il parcheggio si riempie. E’ un rumoreggiare amico quello che accompagna gli atleti abruzzesi. Saluti esclamati a gran voce e sfottò intonati nel vario cadenzare dei dialetti abruzzesi. Le operazioni di consegna pettorali
procedono con una certa disinvoltura: in anticipo sulla tabella di marcia molti bikers s’intrattengono sul piazzale baciati da un sole benigno. Inevitabile, in un contesto del genere, a 1.500 metri sul livello del mare e con un grifone incuriosito da questo trambusto che volteggia sulla radura, che i discorsi vadano a parare al di là dell’aspetto agonistico. Dopo la consegna dei pettorali gli atleti ritirano il graditissimo “doppio” pacco-gara: un pacco gara “gastronomico” offerto dalla pro-loco di Lucoli ed un pacco gara “tecnico” sponsorizzato “Bike99”. Il clima è così disteso da non sembrare neanche una competizione regionale. Se non fosse per chi lubrifica parti meccaniche, chi mette a pressione ruote e copertoni, per alcuni mezzi perfettamente già pronti ed allineati ed i bikers vestiti delle loro divise sociali, se non fosse per tutto questo,
si diceva, ci sarebbe da preoccuparsi. Per fortuna non è così! Questo è il nostro invidiabile “carrozzone”. Questo è il nostro campionato. Questo lo spirito del biker abruzzese. Toccherà al primo giudice di gara rompere questo strano,
consueto, fenomenale idillio radunando gli oltre 100 agonisti a ridosso della linea di partenza. Un numero di presenze forse inaspettato, ma assolutamente gradito.DSCN3322 Se non fosse stato per qualche inconveniente “satellitare”, gli atleti sul parterre sarebbero stati molti di più: le auto targate “Bike Inside Team” sbagliano clamorosamente le indicazioni stradali e si ritrovano oltre cresta.
Ore 9,57. Ora la concentrazione è massima! Il valore dell’amicizia lo recupereremo più tardi. Adesso a predominare è lo spirito di sacrificio, di attaccamento ad una maglia, il coraggio, l’ambizione, la forza di volontà e la sofferenza fisica.
Questo sì. Uno sguardo ai compagni di squadra, occhi alzati al cielo, una brevissima preghiera e… “pronti, via!”
Il chilometro è lanciato, su asfalto, direzione seggiovie. Lucio “Turbo” Mastrantonio non si accontenta mai. Uno sprint dei suoi e balza in avanti come una lepre. I padroni di casa sembrano essere i favoriti ed alzano le quotazioni dei bookmakers. A seguire una nutrita rappresentanza dei suoi compagni in nero-verde a dare man forte. Ma siamo solo all’inizio. Il primo tratto è davvero veloce ma al 4°km la situazione diventa “familiare” per tutti: arriva l’odore della prima, lunga carrareccia che porterà gli atleti al punto più alto del tracciato, il “Valico della Chiesola” (1600mt.). Il terreno arso dal sole solleva un polverone visibile a centinaia di metri di distanza: segno evidente che le velocità non sono
propriamente da …”cross-country”. Poi il primo imbuto naturale, assolutamente pedalabile, che rallenta gli agonisti reduci dal lungo piattone. I più veloci, con Musti e Mastrantonio a cadenzare il passo, attraversano le “parabole” di Prato
Capito e si buttano a capo fitto sul discesone più lungo ed insidioso di tutta la giornata, quello di Santa Croce. Da questo momento in poi sarà una GF stregata! Numerosissimi gli inconvenienti meccanici che riportano gli atleti a più miti consigli: tra di loro l’eroico Musti che taglia di netto il copertone a ben 4’ (!) di vantaggio dagli inseguitori. E bruttissime le cadute: le conseguenze più serie proprio per i padroni di casa, con Galgani ed Ossiani a riportare i danni peggiori. Ne avranno per una decina di giorni.
Gli uomini si raggruppano, conquistano le posizioni migliori. Escludendo il drammatico discesone, fino al 20° chilometro nessun passaggio può considerarsi altamente tecnico. Anzi, gli atleti filano via lisci con tutto ciò che possono avere dentro: gambe, testa, cuore, polmoni. Ma patron Celi piazza la prima insidia su quel “muretto di Collimento” (dal nome dell’omonima frazione attraversata dai bikers) che verrà ricordato da tutti, a fine gara, come uno dei tratti maggiormente tecnici ed impegnativi.
Attraversati vicoletti ed archi in pietra, si buca la SS584 che porta a Campo Felice. Qui, all’incrocio, un agente della Polizia Municipale si lascia prendere dall’entusiasmo sull’onda degli applausi e dell’incitamento dei presenti. Si porta
DSCN3330 dietro un biker e lo aiuta spingendolo dalla base del sellino. E’ proprio vero! Lo sport, ed il ciclismo più che mai, sanno coinvolgere a tal punto da… da dimenticare di indossare una divisa. Uno scatto da album dei ricordi.
Passato Collimento si sale ancora verso il caratteristico abitato di Lucoli, dominato dalla Chiesa di San Michele, lì, sul cucuzzolo. Da Lucoli Alto si percorre nuovamente la carrareccia che porterà a Casamaina (nota meta di “pellegrinaggi” invernali da parte di appassionati snowboarders) e via al traguardo.
Medaglia d’oro, in questa giornata, a Lucio “Turbo” Mastrantonio, 1° assoluto, per fare pace col mondo delle “ruote grasse” soprattutto dopo la sfortunatissima disfatta sopportata con onore a Scanno. Il padrone di casa, sguardo da tigre,
si gode questo momento battendo tutti sulla distanza. Una vittoria netta, da dominatore assoluto! “Sono reduce da una stagione non molto fortunata” commenta Mastrantonio “più volte alle prese con continui problemi meccanici. Adesso sto recuperando. Adoro le classiche!” commenta l’atleta del Presidente Celi.
Onore al merito a Della Rocca e Di Cicco (entrambi “Avezzano MTB”), secondo e terzo assoluti, agonisti dalle vittorie facili con quel primo posto soffiato così, d’amblè, a dar loro una carica supplementare per le prossime prove di Campionato. Per la categoria femminile la solita “reginetta” Serena Chiavaroli (Bike99) a sbaragliare le agguerrite avversarie di questa giornata: vigile, astuta, pronta a rintuzzare ogni pericolo di attacco e a lottare con la rivale giusta (Paola Piattelli). Già sul discesone di Santa Croce, quando le contendenti al femminile sono ancora sul quel fazzoletto verde di “Prato Capito”, sceglie l’attimo giusto ed ipoteca la vittoria.
Ma no, non è una GF stregata quella di Campo Felice!
L’abbraccio ai compagni di squadra reduci dagli infortuni, le congratulazioni ai vincitori, l’incitamento ai “ritardatari” e, perché no, la doccia ed il pasta-party.Poi arriva tutto il resto: il podio… che oggi è di tutti e un po’. La Signora Fiorenza, la mamma di Elpidio, è sulla linea di arrivo: vede tutte queste cose e si fa scendere una lacrima. Ne scenderanno altre durante le premiazioni. Prima, però, la doccia per togliere il sale da questi volti stanchi ma soddisfatti. Poi tutti a pranzo, curato dalla inesauribile pro-loco di Lucoli: pasta al sugo con salsicce nostrane, dolce e caffè a volontà. Non si poteva
davvero chiedere di più. A chiusura le premiazioni, con la mamma di Elpidio a fare da madrina. “Al di là dell’aspetto puramente agonistico” commenta il Presidente del sodalizio aquilano, Alessandro Celi “intendiamo formulare un ringraziamento davvero sentito agli uomini della Pro-Loco di Lucoli e alla signora Fiorenza. Davvero impossibile non lasciarsi contagiare dal loro entusiasmo” continua Celi “anzi, già pensiamo alla 3^ edizione del memorial”. Il Presidente Cecchini replica: “Le visite sul nostro portale,http://www.lucoli.it/proloco, sono aumentate in maniera smisurata nelle settimane antecedenti la gara così come le richieste d’informazione da parte di moltissimi cicloescursionisti. Segno
evidente” conclude il patron della Pro Loco “che questo vasto comprensorio suscita l’attenzione e l’interesse di molti anche al di fuori della stagione invernale. Merita sicuramente di essere valorizzato” Torniamo alle premiazioni. La voce della Signora Rita Fiorenza è rotta dall’emozione. Il Presidente Cecchini, della proloco, la sorregge per un braccio. Per lei, umile e riservata, non deve essere semplice articolare delle parole in un contesto del genere, davanti tutti questi ragazzi… ragazzi che le ricordano infinitamente il suo povero Elpidio.
Comprensibile. Ma un suo gesto, genuino e per nulla impostato, riesce a suscitare quelle emozioni che più di mille parole stenterebbero a dare: nella consegna della targa al vincitore assoluto del memorial si lascia scappare una carezza sul volto del giovane Mastrantonio. Parte un applauso… Il Presidente Cecchini le sorregge il microfono… La signora Fiorenza, la mamma di Elpidio… “Grazie Elpidio” sussurra “grazie ancora una volta. Cosa mi sarei persa nella vita se non ti avessi avuto.”
E adesso, caro Elpidio, giù a capofitto in discesa. E alla prossima! …ma senza farci male.
Ossiani Paolo (Bike99 – L’Aquila)

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