Camarda
- Assergi - San Pietro della Jenca - Camarda
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Descrizione tecnico turistica del ciclopercorso
Il ciclopercorso proposto si
sviluppa all'interno del perimetro del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti
della Laga (seguirà l'acronimo PNGSL), attraversando caratteristici paesi
quali Camarda ed Assergi che in gran parte conservano la loro originalità
architettonica.
Dal punto informativo del PNGSL, sito in Camarda
(
foto1) al km 14,5 della s.s.17 bis, si giunge ad Assergi
(
foto 2) percorrendo la medesima statale in comoda pedalata. Qui, si giunge alla
sede del PNGSL nell'ex convento dedicato a San
Francesco. Restaurato dall'Ente con molta cura, la suggestiva struttura ospita
gli uffici e il personale del Parco. All'interno del Polo Amministrativo sono
stati allestiti un antiquarium che custodisce i reperti archeologici provenienti
dalla vicina Grotta a Male e la ricostruzione di una tomba del III sec. a.C.
dalla necropoli di Bazzano, dove poter seguire un virtuale percorso
storico-cronologico del luogo di sviluppo della cicloescursione.
Nel relativo chiostro francescano si possono
ammirare gli affreschi restaurati, con scene di vita di San Bernardino da Siena.
A conclusione della visita museale si sale all'interno del paese per una
visione dei suoi vicoli fino alla Chiesa di S.Maria Assunta
(
foto 3).
Usciti dal paese si prosegue il ciclopercorso risalendo il lato destro orografico di una parte di valle pedemontana denominata del Vasto, alla base della catena occidentale del Gran Sasso, sotto la linea ideale che unisce il Monte Pizzo Cefalone al Pizzo di Camarda passando per la Cresta delle Malecoste. La vista della maestosità del dislivello di tale catena ci accompagna per l'intera gita.
Sulla sinistra si intuisce la presenza del torrente Raiale che più a monte trova le sue sorgenti, il quale sarà visibile sul ritorno.
Il percorso si sviluppa ad anello il cui tratto di andata avendo una quota altimetrica superiore risulta più aereo.
La conformazione orografica
della valle del Vasto presenta numerose grotte di piccolo e medio
volume mentre una è di rilevante interesse sia geologico che
antropologico: Grotta Amare, 960 m.s.l.m.,
(
foto 4).
E' una grotta di origine carsica
dove le acque percolanti dalla superficie hanno solubilizzato il calcaree
rendendo la grotta oggi costituita da quattro camere. Di esse una è aerea
e ne costituisce l'accesso mentre le restanti sono visitabili con attrezzatura
speleologica. Le ultime due camere sono riempite parzialmente di acqua e
scendono fino al livello della valle sottostante ( circa 880 m). La grotta con
buona probabilità ha ancora camere da esplorare. La camera aerea è
stata dal periodo paleolitico da riparo e vissuta da ominidi fino all'età
del bronzo. Testimonianza a questo sono i suppellettili ritrovati e
ancor più
sbalorditivo i resti scheletrici di tre individui risalenti a periodi
differenti.
Dunque si giunge a S.Pietro della Jenca, 1150 m.s.l.m., (foto 5), agglomerato di case pastorali del paese di Camarda utilizzato dai pastori nei periodi estivi ed oggi rivalorizzato per nuove tendenze di recupero artistico, turistiche e spirituali in seguito alle numerose visite di Giovanni Paolo II.
Ad esso sono state erette varie
stele commemorative e
dato il suo nome ad una cima in prossimità di
Pizzo Cefalone (2444 m).
Dopo una visita
all'agglomerato urbano prendiamo un sentiero per tornare al paese di Assergi
che costeggia lo stesso versante vallivo ma più vicino al fiume dove si
aprono altre piccole cavità e si incontrano i ruderi di S.Maria della
Croce (foto 6).
Approfondimenti
Chiesa di Santa Maria Assunta (sec. XIII).
La chiesa ( foto 1) e la
cripta furono costruite sul ciglione di roccia che fungeva a difesa naturale al
castello di Assergi. Il rinvenimento di una pergamena ha datato al 1150
l'inizio dei lavori degli ambienti ipogei della cripta su cui alla fine del XIII
sec. fu eretta la basilica superiore. Numerosi i lavori architettonici fino al
recupero, nel secolo scorso, per ottenere l'immagine della facciata e cripta che
abbiamo oggi. L'ambiente ipogeo fu eretto in onore di S.Franco dove si
conservano le reliquie del santo , racchiuse in preziosi scrigni, custoditi nel
sarcofago principale, datato al XV sec.
La chiesa inferiore e superiore mostrano una planimetria di tipo basilicale,
ossia a tre navate longitudinali spartite con massicce colonne sormontate da
capitelli di varie forme. Dai sostegni si ripartono numerose arcate a tutto
sesto su cui insiste la copertura di volta a crociera.
La spazietà interna della chiesa di S.Maria Assunta fu modificata
drasticamente nella seconda metà del 1700, occultando le colonne in
piloni in muratura, le finestre ed il rosone furono murati, la navata centrale
rialzata e le pareti rivestite di stucchi con stile tardo barocco.
La facciata fu inoltre schermata da una lunga loggia, per mostrare al pubblico
le reliquie di S.Franco in occasione delle grandi solennità.
Ad oggi la facciata mostra una tipologia scarna con, in posizione asimmetrica il
portale con il bassorilievo dell'Agnus Dei ed il rosone marmoreo, quest'ultimo
opera di maestranze aquilane.
La zona presbiteriale mostra le varie fasi degli interventi effettuati nei
secoli.
San Clemente
Questa piccola chiesa chiamata
S.Clemente in Fratta ( foto 7),
di origine ancora dubbia, può risalire ai
primi secoli del cristianesimo ed una antica tradizione narra l'esistenza nei
pressi della chiesa di una catacomba dei primi martiri cristiani.
Nell'abside era affrescata anticamente la scena della Resurrezione con
S.Clemente e S.Franco ai lati.
San Pietro della Jenca
Posto su di un colle nel Parco Nazionale del Gran Sasso, l'antichità del pittoresco monumento è data da un affresco posto all'interno della chiesa, raffigurante S.Cristoforo nell'atto di sorreggere il Bambino Gesù, con una tecnica di affreschi del XIII. L'attuale costruzione (foto 4) è composta da due piccoli edifici, entrambi coperti a capanna e realizzati in pietra a vista locale. All'esterno, la facciata è arricchita da un portale ad architrave poggiato su mensole e corredata di un campanile a vela. L'interno si presenta con una suggestiva aula unica, coperta da una volta a botte in pietra.La presenza di un arco trionfale tamponato nella parete absidale fa supporre che in antico l'aula dovesse sfociare in un'abside semicircolare. La notorietà di questo monumento è legata alla figura di Giovanni Paolo II che amava recarsi in raccoglimento e preghiera in questi luoghi. Nel 1999 è stata collocata all'esterno una stele commemorativa e nel 2005 gli è stata intitolata una vetta tra Pizzo Cefalone e Vetta delle Malecoste.
Santa Maria della Croce
Anch'essa di origine prossima al XIII sec (foto 5), subì un crollo nel terremoto del 1703 che colpì anche i paesi del vicinato. Ciò che rimane oltre al muro di valle è la parte absidale, i cui resti chiudono piccole cavità nella roccia. Buona parte del corpo della costruzione si sviluppava verso valle, costituente il sacrato della chiesa. E' evidente la copertura della parte antistante l'abside con le imposte di volta visibili ai due spigoli della costruzione. A pochi metri dalla chiesa si nota un piccolo riparo parzialmente chiuso da mura, nel cui interno si nota una vasca di raccolta dell'acqua. La tradizione narra che i credenti di Assergi dopo processione nella chiesetta di S.Clemente, nel giorno della resurrezione, tornassero al paese passando in preghiera a S.Maria della Croce.
Vista Aerea





