Monticchio - Castello d'Ocre -
Convento S.Spirito
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| Tema Ciclo escursionistico: naturalistico, storico - religioso, paesaggistico . |
| Partenza Arrivo: Piazza di Monticchio 566mt l'Aquila;Provincia L'Aquila; Regione Abruzzo |
| Dislivello totale Salita: 649 metri |
| Dislivello totale Discesa: 623 metri |
| Quota max: 936 (Castello di Ocre) |
| Quota min: 566 (Monticchio) |
| Tempo: 1:30 |
| Distanza: 14,1Km |
| Difficoltà Media Discesa: Impegnativa |
| Difficoltà Media Salita: Impegnativa |
| Difficoltà Generale: Impegnativa |
| Percentuale ciclabilità: 95 % (ciclabilità salita 100%, ciclabilità discesa 90% ) |
| Percentuale di percorso Stradale: 50% sterrato, 28% asflato, 22% erboso |
| Periodo consigliato: tutto l'anno con preferenza Primavera - Estate |
| Cartografia: Carta dei Sentieri Gran Sasso D'Italia-CAI (scala 1:25000) ; Carta Topografica Regionale IGM (1:25000), quadrante 146-IV NO |
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Note: Previo accordo è possibile una visita speleologica al Castello D'ocre con accompagnatori di associazioni locali, al Monastero Santo Spirito e recettività clericale limitrofe |
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Descrizione percorso
Come
letto nella prefazione, questo percorso cicloescursionistico, viste le tematiche
che offre risponde a molteplici interessi naturalistico-culturali e con
opportune variazioni dello stesso vi è la possibilità di adattarsi alla maggior
parte delle richieste degli escursionisti, poichè lo scopo è quello di far
fruire a tutti i medesimi obiettivi.
Il percorso si sviluppa ad anello in senso
antiorario,partendo da Monticchio, nelle vicinanze del comune di Ocre,
salendo l'elevazione collinare adiacente per giungere sul perimetro della prima
dolina carsica denominata Fossa di Monticchio
(
foto 2).
Abbastanza impegnativo, si
richiede una buona preparazione per percorrerlo in sella; volendo raggiungere la
sommità della salita con una pendenza più gradevole, si può partire da
Cavalletto e con strade asfaltate e non, si giunge alla Fossa di
Monticchio; percorso più lungo ma paesaggisticamente interessante. A questo
punto, dalla Fossa di Monticchio, con single-track e contropendenze, si
arriva alla seconda dolina denominata Fossa Raganesca
(foto 3).
Come tutte le doline è di origine carsica,
di grandi dimensioni ed eccezionale
regolarità e conservazione. Viene giudicata uno dei più importanti geositi
abruzzesi, per di più tra i meno conosciuti. Nei prati circostanti la dolina è
possibile individuare la rarissima pianta del limonio, alta fino a 25 cm, unica
presenza europea.
Tale dolina presenta la classica morfologia imbutiforme, con contorno superiore
leggermente ellittico, il cui diametro misura circa 900 m. Il fondo è piatto
ubicato a quota 735 m, con diametro di circa 200 m; non presenta inghiottitoi
visibili, anche se l'acqua piovana viene assorbita rapidamente. Il fondo viene
in parte utilizzato per piccola agricoltura, in parte è coperto da arbusti. La
gente del luogo chiama questa ed altre doline vicine "vulcani" a causa della
suddetta morfologia.
Percorrendone la quasi totalità del suo perimetro attraversando splendide pinete
(
foto 4) interposte a bosco promiscuo con prevalenza di roverella, la si apprezza
per l'intera sua bellezza.Proseguendo su percorsi misti,
con
caratteristici scenari, si giunge al Castello d'Ocre
(
foto 5) dove i suoi imponenti ruderi si ergono sul ciglio della grande dolina
del Monte Circolo ( foto 6 ) che si apre ad anfiteatro sopra l'abitato di Fossa
( foto 7). Vuole la tradizione che dalla cresta su cui si affaccia ora il
castello, venisse scaraventato nel 210 San Massimo levita di Aveia, perseguitato
da Decio, poi divenuto patrono dell'Aquila.
D'obbligo è concedersi una visita ai ruderi del castello accompagnati
dalla
vista suggestiva che offre la scarpata.Di seguito ci si dirige verso
il Monastero di Santo Spirito (foto 8) percorrendo qualche chilometro di
varia e tecnica discesa per giungervi sulla facciate frontale dove, vivamente
consigliata, una visita alla sua struttura interna accompagnata da breack,
perchè ora questo Monastero è stato ristrutturato, con dodici stanze da letto e
ristorante.
All'inizio della pagina, sopra l'altimetria, è presente il link del Monastero di
Santo Spirito, dove trovare maggiori dettagli del Monastero e dei siti
naturalistici visti finora. Navigando sotto la voce "Il Territorio", ci si
collega con il sito di Ocre, dove le informazioni della zona che stiamo
pedalando sono precise e dettagliate.
Iniziando la fase del rientro
si percorre una strada di servizio per Fossa, tramite strada asfaltata, con un
minimo dispendio di energia, oppure con sentieri sterrati fino a San Panfilo
d'Ocre, per giungere ad una ulteriore dolina denominata Prato Lago
con fondo
pianeggiante ed inghiottitoio parzialmente attivo.
Si consiglia il passaggio per
il paese di Fossa per una visita alla sua urbanistica medioevale. In tal caso,
superato da qualche chilometro l'abitato di Fossa, ad un'altezza di 757 metri,
si giunge al Convento di S.Angelo d'Ocre ( foto 9) la cui chiesa è stata
restaurata nel 1761. La visita del convento è possibile con accompagnamento. Il
convento poggia
su di una rupe affacciata sulla valle sottostante, in bellissima
posizione. Edificato nel 1242 dalla contessa Sibilla d'Ocre per una comunità di
suore Benedettine, passò successivamente nel 1480 ai frati Francescani, ai quali
appartiene ancora oggi. Il convento, rimaneggiato attraverso i secoli, presenta
all'interno un bel chiostro cinquecentesco affrescato a due ordini di arcate.
Le varianti di percorso sono molteplici seguendo sentieri tra le montagne di
questo Comune, visitando le cinque frazioni che compongo Ocre (Cavalletto,
Valle, S.Panfilo, S.Martino e S.Felice) fino
a spingersi alle quote dell'altopiano delle Rocche e visita più a valle
alle Grotte di Stiffe. Sarà compito della guida farvi scoprire le
bellezze più nascoste che questo territorio ci offre con la completa
disponibilità locale e la genuinità dei prodotti tipici locali, dall'apicoltura
ai prodotti caseari e le lavorazioni del legno e della pietra.
Note gastronomiche.
La proposta tradizionale
culinaria oltre ai piatti tipici abruzzesi a base di gnocchi, ravioli,
maltagliate, pasta e fagioli, propone zuppe a base di castagne. Un piatto del
tutto originale è la cipollata.
Vista Aerea





