17 novembre 2018 | 6:00
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La Media Valle dell’Aterno

La Media Valle dell’Aterno, incastonata tra i Parchi Nazionali e Regionali del Gran Sasso Monti della Laga e del Velino Sirente offre numerose attrative sia paesaggistiche che culturali.

Fossa

Posta sulle pendici del monte Ocre, è un vero e proprio gioiello in fatto di bellezze artistiche, data la presenza di chiese e palazzi di grande interesse, quasi tutti risalenti all’epoca della feudalità. La sua posizione dominante verso la Valle Subequana assicura il godimento di suggestivi panorami. Oggetto di recenti ricerche archeologiche, ha restituito una necropoli, datata ai secoli VIII-VII a. C., ricca di corredi funerari perfettamente sopravvissuti al tempo e agli scavi clandestini. Tra i monumenti d’epoche più recenti: la Chiesa dell’Assunta, Palazzo Bonanni e sopra tutto Santa Maria ad Cryptas, magnifica chiesa costruita nel sec. XIII in stile normanno-gotico, ricca di preziosi affreschi.
Altitudine 645 – Abitanti 630

Santa Maria ad Criptas (Fossa)

Questa chiesa, risalente alla seconda metà del XIII secolo, fu costruita secondo i canoni dello stile gotico-cistercense.All’esterno presenta una sobria facciata, ma all’interno, ad una sola navata, conserva due dei cicli di affreschi più antichi e meglio conservati del Medioevo abruzzese. Gli affreschi più antichi si fanno risalire alla fine del duecento e sono di scuola benedettina.Sulla parete di destra si trovano le storie dell’antico testamento con Cristo che dà origine al Sole e alla Luna, la creazione degli animali, la creazione dell’uomo e della donna, il peccato originale e la cacciata dal Paradiso.Nel presbiterio gli affreschi riguardano il Cristo che si trova tra i Santi, e ancora l’ultima cena, il bacio di Giuda, la Flagellazione, la Crocifissione e il Seppellimento. IL Giudizio Finale occupa l’intera controfacciata con Cristo, Gli Apostoli, gli Eletti, la resurrezione dei morti, in basso l’inferno con i dannati e distaccato S. Michele che con la bilancia pesa le anime.Un riferimento agli affreschi di Bominaco è costituito dall’illustrazione dei mesi. In epoca successiva fu eseguito sulla parete di sinistra un ciclo mariologico. Vi troviamo l’Annunciazione, la Madonna con in braccio il Bambino, e altre figure di Santi quali S. Caterina d’Alessandria e S. Rocco.

Ocre

Numerose frazioni compongono il territorio comunale che prende nome dal vicino Monte Ocre. Nella frazione di San Panfilo sorge lo spettacolare ?borgo murato?, un complesso fortificato costruito nel sec. XIV sui resti d’una struttura difensiva distrutta nel 1280. Grandiosi sono i resti dell’abbazia cistercense di Santo Spirito, fondata nel 1222; all’interno della chiesa, affreschi del tardo Duecento e del Cinquecento; nella sacrestia, dipinti murali (seconda metà del sec. XIV) con storie del Beato Placido. Altro splendido complesso è il convento di Sant’Angelo, spettacolarmente arroccato su un’imponente rupe; di origine duecentesca, è impreziosito da un elegante chiostro fittamente affrescato nel Seicento.
Altitudine 850 – Abitanti 1020

Il lago di Sinizzo

A pochi minuti, raggiungibile a piedi attraverso un sentiero campestre, si trova il lago di Sinizzo. Assolutamente naturale, lo specchio d’acqua è alimentato da due sorgenti locali, Acquatina e Sinizzo appunto, dalle riconosciute qualità digestive e diuretiche. Le rive erbose e sufficientemente ampie invitano all’ozio o ad attività da spiaggia. Sono presenti anche aree attrezzate per pic-nic, spazi per l’accensione di fuochi per la cottura di carni alla brace. Disponibile ampio parcheggio ed un parco giochi per bambini.

Poggio Picenze

Ubicato lungo l’asse di collegamento stradale tra L’Aquila e Pescara, è un centro agricolo formato da due diversi agglomerati. Nei secoli scorsi fu ben noto per le numerose cave di pregiata pietra bianca. Oggi è un attraente centro di soggiorno nonch? un’apprezzata base di turismo ippico.
Altitudine 755 – Abitanti 960

San Demetrio

Dinamico centro agricolo e commerciale, è conosciuto sopra tutto per le suggestive Grotte di Stiffe. Percorse da un torrente sotterraneo che forma una serie di laghetti e cascate, adorne di stalattiti e stalagmiti, le grotte uniscono alla suggestione scenografica interessanti peculiarità morfologiche. Sospeso tra l’horror e il magico è lo scenario che offre il cosiddetto ?Pozzo Callara?, dove l’acqua fermenta, con la fuoriuscita dell’aria. Assai frequentato e ameno è anche il Lago Sinizzo. Le origini dell’insediamento risalgono all’alto Medioevo. Numerosi gli edifici monumentali, tra cui la parrocchiale barocca di San Demetrio e l’ottocentesca Santa Maria dei Raccomandati, ove si conservano bei dipinti.
Altitudine 660 – Abitanti 1600

Sant’Eusanio Forconese

Suggestivo centro agricolo adagiato su un colle nelle vicinanze del fiume Aterno. Nell’antichità fu noto con il nome di Cinque Ville, dal numero dei villaggi che lo componevano. Su un colle, ai piedi del Monte Cerro, dominato dai ruderi di una fortezza medioevale, è stata eretta la chiesa della Madonna del Castello. Al centro dell’abitato, la parrocchiale di Sant’Eusanio, d’epoca alto-medioevale, con elementi romanici e una singolare cripta; sotto l’altare in cui sono conservate le spoglie del santo, si trova una piccola finestra in pietra; secondo riti e credenze tradizionali, l’introduzione della testa in quella speciale finestra preserverebbe dall’emicrania.
Altitudine 590 – Abitanti 460

Villa Sant’Angelo

Piccolo ma delizioso centro a Sud dell’Aquila, è situato su un colle nei pressi del fiume Aterno. Anticamente fu noto come Trisinio. Numerosi reperti archeologici hanno fatto localizzare nel suo territorio l’area che nel Medioevo fu conosciuta come Terra di Barili. In passato è stato uno dei principali centri produttori dello zafferano. Nella duecentesca chiesa parrocchiale dedicata a San Michele è conservata una pregevole croce processionale quattrocentesca di scuola aquilana.
Altitudine 570 – Abitanti 460

Le grotte di Stiffe

A dieci minuti è possibile visitare le grotte di Stiffe:“Una cavità carsica, un fiume perenne. Dall’incontro tra pietra ed acqua è nata, complice il tempo, una grotta di rara bellezza.”Il torrente sotterraneo forma, all’interno delle cavità, rapide e cascate cui vanno aggiunte le meravigliose stalattiti e stalagmiti.

San Pellegrino di Bominaco (Caporciano)

L’Oratorio di San Pellegrino e la Chiesa di Santa Maria Assunta sono ciò che resta di un antico monastero. Eretto per volontà di un re Carlo, forse Carlo Magno, fu poi ricostruito nel 1263 dall’abate Teodino.Il piccolo portico che precede l’ingresso all’oratorio è di epoca seicentesca e introduce in unica aula di forma rettangolare coperta da una volta sesti acuta. Nulla all’esterno fa presagire la bellezza della decorazione interna, caratterizzata da un ciclo di affreschi annoverabili tra i più interessanti della regione. La narrazione pittorica espone temi della vita di Cristo, della passione di San Pellegrino, episodi dell’Antico e Nuovo Testamento. Nel presbiterio troviamo dipinti che rappresentano il calendario bominacense, per l’uso liturgico della comunità monastica.Gli affreschi sono attribuiti a tre autori, diversi per stile e formazione artistica, comunemente definiti Maestro dell’Infanzia, Maestro della Passione e Maestro Miniaturista.

Santa Maria Assunta di Bominaco (Caporciano)

La chiesa e l’oratorio di San Pellegrino che sorge poco distante, sono i resti di un antico monastero (comprendente anche un castello del quale oggi restano solo i ruderi) fondato dai monaci di Farfa, che detennero il complesso fino al XII secolo, quando passò sotto la giurisdizione del vescovo di Valva. La costruzione della chiesa databile tra il XII e il XIII secolo, ripropone lo schema compatto di S. Liberatore a Maiella. La facciata si presenta semplice e su questa si apre una grande finestra adornata da quattro leoni; sul retro tre bellissime absidi con monofore di una sobria eleganza. L’interno è a tre navate divise da archi a tutto sesto che poggiano su colonne difformi perch? provenienti da edifici romani. Sulla destra spicca il magnifico ambone del 1180, mentre nella zona centrale del presbiterio si dispongono il ciborio del 1223 sotto cui è posto l’altare, il cero pasquale e la cattedra abbaziale.

Rocca Calascio

Interamente in pietra e d’uso esclusivamente militare, il castello è posto in una situazione ambientale favorevolissima dal punto di vista difensivo. Presenta una pianta quadrata con torrioni circolari d’angolo e un maschio quadrato centrale. La rocca, posta all’estremità più elevata del borgo di Roccacalascio, ha sempre svolto un’importante funzione di sorveglianza del percorso tratturale aquilano. Il ruolo strategico, esercitato originariamente dalla torre quadrata centrale, venne potenziato intorno alla seconda metà del Quattrocento, quando la fortificazione passò dalla Baronia di Carapelle al dominio dei Piccolomini, che rafforzarono il presidio trasformandolo nell’attuale poderosa rocca. Particolarmente suggestivo il borgo di Roccacalascio, al quale il castello è collegato con un ponte di legno anticamente retrattile. Situato ad un altezza di circa 1500 metri, il castello di Roccacalascio rappresenta uno delle fortificazioni più alte d’Italia.
Per gli amanti del cinema viene ricordato nel film fantastico Lady Hawk girato nel 1984 con attrice protagonista Michelle Pfeiffer.

Barisciano

Situato sulle falde di Monte Selva, domina la Piana di Navelli. Sorto nel sec. VIII, nel terzo decennio del Quattrocento, nel contesto del grande assedio dell’Aquila, fu devastato dall’esercito di Braccio da Montone. Conserva ancora strutture che testimoniano l’origine medioevale. è dominato dall’imponente recinto dell’antica fortezza, che degrada verso il basso con una serie di terrazzamenti. Nell’abitato si distinguono alcuni esempi di case-torri e di edifici cinquecenteschi, come il palazzo Ximenes. Meritano particolare attenzione la chiesa di San Flaviano e quella di Santa Maria di Valverde. Rinomate le erbe aromatiche di cui è ricco il territorio.
Altitudine 940 – Abitanti 1830

Visita L’Aquila e le sue bellezze

La storia
Capoluogo di regione, L’Aquila è una delle città più alte d’Italia, situata in una conca dell’Appennino Abruzzese, ai piedi del Colle Sant’Onofrio, e conta circa 67.000 abitanti.
La città fu fondata intorno al 1245, anche se il grande sviluppo dal punto di vista architettonico si ebbe nel 1253 sotto il regno di Corrado IV.
La città ebbe un’organizzazione autonoma, con un podestà ed un consiglio, e la sua importanza politico militare fu tale che il pontefice Alessandro IV, nel 1257, vi trasferì la sede vescovile.
Negli anni poi della contesa tra il papato ed il re Manfredi, la città subì gravi conseguenze, in quanto era rimasta fedele alla chiesa, e addirittura nel 1266 venne distrutta.
Nel 1266 poi Carlo II d’Angiò fece iniziare la ricostruzione della città.
Purtroppo L’Aquila attraversò di nuovo un periodo molto duro con l’avvicendarsi degli Aragonesi e degli Angioini che durò 13 mesi, ma resistette, e, dopo la sconfitta degli Aragonesi, la regina Giovanna I ringraziò L’Aquila della sua fedeltà concedendo ad essa una serie di privilegi che l’aiutarono ad incrementare lo sviluppo economico e sociale, e a diventare la seconda città dei regno di Napoli.
Ci furono però per la città ulteriori vicende negative durante la lotta tra i Francesi e gli Spagnoli per il possesso dei regno di Napoli, in quanto essa aveva parteggiato per Francesco I, quindi subì l’assedio e la distruzione da parte degli spagnoli.
A rallentare la ripresa economica e demografica contribuì nel 1703 uno spaventoso terremoto che distrusse completamente la città.
Nel 1860 divenne capoluogo di regione.

I monumenti e gli eventi
La basilica di Collemaggio, la porta santa e papa Celestino V

  

La basilica di San Bernardino

 

Il Castello Cinquecentesco

 

La fontana delle 99 cannelle

 

L’anfiteatro romano Amiternum

 

La Perdonanza Celestiniana