19 agosto 2018 | 7:18
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 Monticchio – Castello d’Ocre – Convento S.Spirito

Tema Ciclo escursionistico: naturalistico, storico – religioso, paesaggistico.
Partenza Arrivo: Piazza di Monticchio 566mt l’Aquila;Provincia L’Aquila; Regione Abruzzo
Dislivello totale Salita: 649 metri
Dislivello totale Discesa: 623 metri
Quota max: 936 (Castello di Ocre)
Quota min: 566 (Monticchio)
Tempo: 1:30
Distanza: 14,1Km
Difficoltà  Media Discesa: Impegnativa
Difficoltà  Media Salita: Impegnativa
Difficoltà  Generale: Impegnativa
Percentuale ciclabilità : 95 % (ciclabilità  salita 100%, ciclabilità  discesa 90% )
Percentuale di percorso Stradale:  50% sterrato, 28% asflato, 22% erboso
Periodo consigliato: tutto l’anno con preferenza Primavera – Estate
Cartografia:  Carta dei Sentieri Gran Sasso D’Italia-CAI (scala 1:25000) ; Carta Topografica Regionale IGM (1:25000), quadrante 146-IV NO
Note: Previo accordo è possibile una visita speleologica al Castello D’ocre con accompagnatori di associazioni locali, al Monastero Santo Spirito e recettività  clericale limitrofe
 altimetria_fossa_ocre
Guarda la scheda di interpretazione percorsi
Descrizione percorso

ocre_7Come letto nella prefazione, questo percorso cicloescursionistico, viste le tematiche che offre risponde a molteplici interessi naturalistico-culturali e con opportune variazioni dello stesso vi è la possibilità  di adattarsi alla maggior parte delle richieste degli escursionisti, poichè lo scopo è quello di far fruire a tutti i medesimi obiettivi. Il percorso si sviluppa ad ocre_1vanello in senso antiorario,partendo daMonticchio, nelle vicinanze del comune di Ocre, salendo l’elevazione collinare adiacente per giungere sul perimetro della prima dolina carsica denominata Fossa di Monticchio ( foto 2).
Abbastanza impegnativo, si richiede una buona preparazione per percorrerlo in sella; volendo raggiungere la sommità  della salita con ocre_2vuna pendenza più gradevole, si può partire da Cavalletto e con strade asfaltate e non, si giunge alla Fossa di Monticchio; percorso più lungo ma paesaggisticamente interessante. A questo punto, dalla Fossa di Monticchio, con single-track e contropendenze, si arriva alla seconda dolina denominata Fossa Raganesca (foto 3).
Come tutte le doline è di origine carsica, di grandi dimensioni ed eccezionaleocre_3 regolarità  e conservazione. Viene giudicata uno dei più importanti geositi abruzzesi, per di più tra i meno conosciuti. Nei prati circostanti la dolina è possibile individuare la rarissima pianta del limonio, alta fino a 25 cm, unica presenza europea.
Tale dolina presenta la classica morfologia imbutiforme, con contorno superiore leggermente ellittico, il cui diametro misura circa 900 m. Il fondo è piatto ubicato a quota 735 m, ocre_4vcon diametro di circa 200 m; non presenta inghiottitoi visibili, anche se l’acqua piovana viene assorbita rapidamente. Il fondo viene in parte utilizzato per piccola agricoltura, in parte è coperto da arbusti. La gente del luogo chiama questa ed altre doline vicine “vulcani” a causa della suddetta morfologia.
Percorrendone la quasi totalità  del suo perimetro attraversando splendide pinete ( foto 4) interposte a bosco promiscuo con prevalenza di roverella, la si apprezza per l’intera sua bellezza.Proseguendo su percorsi misti, concaratteristici scenari, si giunge al Castello d’Ocre ( foto 5) dove i suoi imponenti ruderi si ergono sul ciglio della grande dolina del Monte Circolo ( foto 6 ) che si apre ad anfiteatro sopra l’abitato di Fossa ( foto 7). ocre_5vVuole la tradizione che dalla cresta su cui si affaccia ora il castello, venisse scaraventato nel 210 San Massimo levita di Aveia, perseguitato da Decio, poi divenuto patrono dell’Aquila.
D’obbligo è concedersi una visita ai ruderi del castello accompagnati dalla vista suggestiva che offre la scarpata.Di seguito ci si dirige verso il Monastero di Santo Spirito (foto 8) percorrendo qualche chilometro di varia e  ocre_6vtecnica discesa per giungervi sulla facciate frontale dove, vivamente consigliata, una visita alla sua struttura interna accompagnata da breack, perchè ora questo Monastero è stato ristrutturato, con dodici stanze da letto e ristorante.
All’inizio della pagina, sopra l’altimetria, è presente il link del Monastero di Santo Spirito, dove trovare maggiori dettagli del Monastero e dei siti naturalistici visti finora. Navigando sotto la voce “Il Territorio”, ci si collega con il sito di Ocre, dove le informazioni della zona che stiamo pedalando sono precise e dettagliate.
Iniziando la fase del rientro si percorre una strada di servizio per  Fossa,ocre_7v tramite strada asfaltata, con un minimo dispendio di energia, oppure con sentieri sterrati fino a San Panfilo d’Ocre, per giungere ad una ulteriore dolina denominata Prato Lago con fondo pianeggiante ed inghiottitoio parzialmente attivo.
Si consiglia il passaggio per il paese di Fossa per una visita alla sua urbanistica medioevale. In tal caso, superato da qualche chilometro l’abitato di Fossa, ad un’altezza di 757 metri, si giunge al Convento di S.Angelo d’Ocre ( foto 9) la cui chiesa è stata restaurata nel 1761. La visita del convento è possibile con accompagnamento. Il convento poggia su di una rupe affacciata sulla valle sottostante, in bellissima posizione. Edificato nel 1242 dalla contessa Sibilla d’Ocre per una comunità  di suore Benedettine, passa successivamente nel 1480 ai frati Francescani, ai quali appartiene ancora oggi. Il convento, rimaneggiato attraverso i ocre_2secoli, presenta all’interno un bel chiostro cinquecentesco affrescato a due ordini di arcate.
Le varianti di percorso sono molteplici seguendo sentieri tra le montagne di questo Comune, visitando le cinque frazioni che compongo Ocre (Cavalletto, Valle, S.Panfilo, S.Martino e S.Felice) fino a spingersi alle quote dell’altopiano delle Rocche e visita più a valle alle Grotte di Stiffe. Sarà  compito della guida farvi scoprire le bellezze più nascoste che questo territorio ci offre con la completa disponibilità  locale e la genuinità  dei prodotti tipici locali, dall’apicoltura ai prodotti caseari e le lavorazioni del legno e della pietra.

Note gastronomiche.
La proposta tradizionale culinaria oltre ai piatti tipici abruzzesi a base di gnocchi, ravioli, maltagliate, pasta e fagioli, propone zuppe a base di castagne. Un piatto del tutto originale è la cipollata.

Vista Aerea

ocre

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