20 settembre 2018 | 23:03
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Parco Sirente Velino e Parco Nazionale d’Abruzzo

Dislivello: 2300 metri
Tipologia: 100% stradale
Tempo: 1, 2 o 3 giorni
Distanza: 240 Km
Difficoltà : ** (medio-facile)

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Il giro prevede partenza ed arrivo da L’Aquila attraversando il parco regionale del Sirente Velino ed il parco nazionale d’Abruzzo per un totale di circa 2Tour dei Parchi40Km; si può compiere l’anello comodamente in 3 o 2 giorni, per i più duri anche in giornata, ma in questo caso si tratta di pedalare per oltre nove ore! Usciamo da L’Aquila attraverso “porta Napoli” lungo la S.S. 17 Est dopo pochi chilometri prendiamo a destra la S.S 5B, e subito dopo sulla sinistra la S.P.36a direzione Monticchio. All’intenoGrotte di Stiffedell’abitato di Monticchio  seguimo le indicazioni per Fossa e successivamente per Stiffe. Stiffe è anche nota per le sue grotti; una cavità  carsica, ancora in fase evolutiva, che è attraversata lungo tutto il percorso da un corso d’acqua perenne proveniente dall’Altopiano delle Rocche. Le acque vengono inghiottite nei pressi della frazione di Terranera, in località  Pozzo Caldaio ad una altitudine di 1350 metri; l’inghiottitoio appare come un piccolo lago circolare di poche decine di metri di diametro. Le acque inghiottite, dopo un percorso di circa tre chilometri e un dislivello di 650 metri, riappaiono nella foce di Stiffe, dove si apre l’ingresso della grotta. Il sentiero attrezzato per la visita, che si sviluppa per circa 700 metri, permette di ammirare sale di grande fascino attraversate dalle acque impetuose del torrente. Proseguiamo attraversando l’abitato di Campana da cui sinizia unGole di San Venanzio breve tratto in salita di circa 3km che ci porta fino a Fagnano Alto da qui si scende verso la Fontecchio attraversando la valle subequana fino ad arrivare alle gole di San Venanzio. Qui si trova appunto la riserva naturale delle Gole di San Venanzio nel Comune di Raiano provincia dell’Aquila. E’ un’area ricca sia dal punto di vista naturalistico che storico e religioso. Un territorio diviso in due a causa di contesti geologici completamente differenti tra loro. A monte con le strette Gole dove domina la roccia calcarea troviamo una morfologia aspra e selvaggia fatta di orridi e canion, cascate e forre. A valle con la larga Anversa degli Abruzzipiana alluvionale, dove il fiume disegna ampie anse, troviamo una natura più accessibile, ma non meno intatta come testimonia la presenza di un’ampia zona dove si è ricostituito in tutta la sua vigoria uno degli ultimi esempi di bosco fluviale esistenti nel centro Italia. Seguendo la S.S. 5 raggiungiamo Raiano, all’interno del paese si imbocca via Prezza S.P. 10a direzione Prezza, non saliamo al paese ma in località  Il Colle imbocchiamo la S.P. 118a direzione Campo di Fano, la strada molto tortuosa si snoda attraverso dei saliscendi fino ad incrociare la Strada regionale SR479 che porta ad Villa Lago - San DomenicoAnversa degli Abruzzi (660 mt). Proseguiamo a salire lungo la S.P. 123 strada amatissima dai motociclisti, entriamo nelle Gole del Sagittario oasi del Wwf. L’Oasi, nata nel 1991 ed estesa su 450 ettari tra i 500 e i 1500 metri di quota in territorio di Anversa degli Abruzzi, è senz’altro la più spettacolare tra quelle istituite dal WWF in Abruzzo. Non è difficile incontrare il Picchio muraiolo, splendido uccello oltre all’Aquila reale, il Falco Pellegrino, il Gracchio corallino, il Merlo acquaiolo e la Ballerina gialla; nella zona sono numerose le segnalazioni del Lupo, dell’Orso e del Cervo. L’Oasi include ambienti molto diversi tra loro come le pareti verticali delle Gole del Sagittario e il freschissimo Scannobosco intorno alla grande polla delle sorgenti del Cavuto attrezzata ad area picnic. Superiamo il lago di San Domenico (bacino artificiale creato negli anni ’20)  e continuiamo a salire verso Villa Lago, di qui prendiamo per Scanno costeggiando l’omonimo lago. Saliamo ancora ed arriviamo a Scanno (mt.1050 slm.), affacciato nella alta Valle del Sagittario è arroccato su uno sperone di roccia del Monte Carapale, le cui pendici avanzando a forma di curva, alla confluenza del fiume Tasso con un suo affluente di sinistra a monte del lago, creano un anfiteatro naturale. Attraversiamo Scanno con i sui caratteristici vicoli, eLago di Barrea continuiamo a salire in direzione del parco Nazionale d’Abruzzo. Dal passo   ci separano 16 chilometri di salita abbastanza pedalabile, ricca di panoramici tornanti che ci porta in localitagrave; Montagnola 1630mt (Passo Godi). Il Parco Nazionale d’Abruzzo gravita su tre regioni (Abruzzo – Lazio – Molise) ed occupa territori di innumerevoli paesi montani. Il più antico dei parchi della montagna appenninica ha avuto un ruolo fondamentale nella conservazione di alcune delle specie più importanti della grande fauna italiana: Orso bruno marsicano, Camoscio d’Abruzzo e Lupo.  Il successo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise risiede anche nel fatto di aver saputo coniugare la conservazione dell’ambiente naturale con lo sviluppo socio-economico delle comunità locali. Le montagne del Parco presentano un paesaggio vario ed interessante in cui si alternano vette tondeggianti, tipiche dell’Appennino, a pendii dirupati dal tipico aspetto alpino. Da Passo Godi scendiamo verso Villetta Barrea  sono 16 km di tornanti all’interno del Passo del Diavolo - Pescasserolibosco, da qui godiamo della splendida vista del Lago artificiale di Barrea 990mt, alimentato dal fiume Sangro. Proseguiamo in direzione  Opi che si innalza sulla collina alla nostra destra fino a 1250mt e proseguiamo per Pescasseroli. Pescasseroli e il centro più importante del Parco Nazionale d’Abruzzo. E’ situato nell’alta valle del fiume Sangro, all’estremità  settentrionale di una vasta conca, circondata da montagne bellissime e da immensi boschi centenari in una delle zone montane più suggestive d’Italia per la selvaggia bellezza paesaggistica e per la straordinaria varietà  della flora e della fauna, in un ampia pianura a 1.167m. Castello di Celanosul mare. Attraversiamo Pescasseroli con direzione Avezzano dopo altri 4 km di salita arriviamo al Passo del Diavolo 1400mt. La strada ora scende per oltre 20km uscendo dai confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, attraversiamo prima Gioia dei Marsi, e poi Pescina. Raggiungiamo la strada S.S. 5 direzione Avezzano fino al bivio per Celano 800mt. Da Celano iniziamo a salire verso il Parco regionale del Sirente Velino. Gli 11 km di salita che ci conducono ad Ovindoli sono  a tratti impegnativi. anche se qualche tornante e la fitta pineta ci danno qualche  aiuto. il valico è posto proprio nel centro dell’abitato di Ovindoli, famosa stazione turistica (estiva ed invernale) del Parco Regionale Sirente Velino. l’abitato  è posto ai margini di un vasto altopiano di rara bellezza, immerso tra gli splendidi massicci del Sirente e del Velino. Sono da vedere gli antichi borghi di S. Potito e di S. Iona (con una bella torre cilindrica medievale, che serviva per l’avvistamento. Ovindoli dall’ interessante passato storico, è diventata negli ultimi anni, una stazione turistica invernale piuttosto frequentata e fa parte del comprensorio Tre Nevi, insieme a Campo Felice e Campo Imperatore con oltre 22km di piste comprese tra i 1400 ed i 2200 mt.

 

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