19 agosto 2018 | 6:05
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Bike99…… Una grande famiglia

CARO STEFANO “Birindellus taurus”

repartocorse_2011Caro Stefano, come noi nutti, ti sarai di certo fatto un’idea ben delineata, chiara: la nostra compagnia non è un luogo dove soltanto si forgia il nostro corpo o la nostra capacità competitiva, dove si tempra unicamente il nostro spirito agonistico,. E’ invece un luogo diverso, dove si privilegia il piacere assoluto della amicizia reciproca e si prediligono l’allegria semplice dello stare insieme e della condivisione di conquiste, gioie, fatiche, sudori, ansie paure, nascite, dispiaceri. Dove più che la memoria della vittoria in una gara, o il primeggiare in un campionato, siamo in tanti ad avere memoria dei nostri sguardi, della nostra intesa, della reciproca vicinanza quasi fraterna.

Andrebbe di certo indagato, magari con l’ausilio di uno davvero pratico, uno strizzacervelli insomma che capisca in profondità l’animo umano, cosa ci spinge ad essere guerrieri come Stefano, indomito e taurino cavaliere sul suo destriero, ed a rischiare la nostra pacata e tranquilla vita così serenamente vissuta nel calore degli affetti ? Vi sono forze potenti ed oscure che motivano slanci di potenza inenarrabile, come descrive Melville in Moby Dick, il capitano Achab è segnato dall’incontro con un essere, la balena Moby Dick, che rapisce  il suo pensiero e l’intero suo essere, e non può non essere perseguito, in quel caso in cui l’autore vuole estremizzare il concetto, fino alla distruzione reciproca. Slanci così colorano di pienezza e valore un’esistenza, gesti fatti insieme scrivono la nostra comune storia, rendono la vita degna d’essere vissuta. Se ne portano le cicatrici, come tanti di noi, a memoria per l’intera vita di quello scontro che ha forgiato il nostro stesso essere. Come Achab, il capitano di Melville.

Cosa ci spinge, ad affrontare le impervie verticalità delle rocce, delle ampie praterie a perdita d’occhio, dei deserti arsi, che siano di sabbia o di bitume, dove il nostro cuore batte con un ritmo incessante ed incalzante, al limite del possibile, a cercare i confini delle nostre capacità, a sfidare noi stessi al fianco di vite parallele che come noi, nutrono lo stesso impulso di ricerca, di condivisione di un cammino ?

Sono certo che fanno parte di questa ricerca  anche gli occhi di chi incontriamo, in cui rispecchiamo noi stessi e le nostre più intime aspirazioni, a condividere il nostro cammino di ricerca. Gli occhi di  Luca, che non finisce più di parlare a noi tutti in attesa di notizie sul Toro, Luca logorroico e con il volto segnato da fatica e dispiacere, della paura vissuta al fianco dell’amico, forse da quelli di Stefano alias Iacò, che dietro un aspetto da inveterato ed adulto combattente, dall’animo apparentemente nero come la sua pelle, rivela un cuore ancora più sensibile e piange, davvero come un bambino, paralizzato dal dispiacere, a pensare allo scampato pericolo del caro amico. O come quelli del presidente, sempre presenti, miti al nostro fianco e il guizzo allegro di quelli di tanti altri, come Pierluigi, Piero, Paolo, Lucio, Marinelli, del leone di Fonte Vetica, di Max & Piergy, e tutti quelli di cui è superfluo fare il nome. E’ in questo luogo d’amicizia e compagnia dove, innsieme a voi, ci si aiuta ad esercitare l’equilibrio il confine tra la forza positiva, ampiamente creativa e universalmente giusta che rende la vita una passione vitale e coinvolgente, ma  che, se non domata, può tramutarsi in una sfida che assume i contorni di una distruzione, di una cieca lotta contro le nostre più ataviche paure, che rischia di andare così tanto al di là del giusto limite, da rendere la sfida un solitario e sterile annichilimento. Lì si gioca l’equilibrio, la differenza tra l’eccellenza e la debolezza, tra il bene ed il male, tra la genialità e la mediocre bestialità.

Io, l’indomito guerriero dell’ultima fila, condivido cicatrici, fanciullesca gioia e struggimenti, ed incurante di giungere sempre ultimo, mi pregio dell’onore assoluto e del profondo gusto di condividere queste amicizie, le vostre preziose amicizie.

Domenico Giancristofaro

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